Architecture and Utopia

1 Review(s)

8

New product

In questa nuova era di disorientamento, e di disagi sociali, non è puro formalismo ripensare all'Utopia come ad una forma di ricerca, anticipazione e proiezione nel regno delle possibilità.
In Boundaries l'utopia promuove il pensiero divergente, stimola lo slancio in avanti, non verso un futuro, ma verso tutti i futuri possibili.

Maggiori dettagli

disponibile

18,00 €

24,00 €

-6,00 €

Questo volume offre una prospettiva sul ruolo della ricerca utopica nell'architettura contemporanea, con particolare attenzione ai progetti di cooperazione, e alle aree più critiche e svantaggiate del pianeta.
Scegliendo di affrontare il tema dell'Utopia nell'architettura contemporanea, in particolar modo nei progetti di cooperazione nelle aree svantaggiate, non potevamo immaginare quale sarebbe stato il panorama dei contributi inviati in redazione in risposta al call for papers lanciato nel luglio 2013; nel quale scrivevamo: «In questa nuova era di disorientamento, e di disagi sociali, non è puro formalismo ripensare all'Utopia come ad una forma di ricerca, anticipazione e proiezione nel regno delle possibilità».
Tuttavia, non solo non vi è condivisione nell'interpretazione del significato di Utopia, ma l'idea stessa non sembra suscitare più molto interesse tra gli architetti. Per contro sembra essere in atto un'immersione cieca nell'iper-realismo, accompagnata da un generale affievolirsi di curiosità e di speranza. L'utopia, erroneamente, identificata con il sogno di chi si allontana dalla realtà diviene una parola da usare con cautela, forse per timore di essere fraintesi. 
Si predilige il “fare”, cifra e limite della crisi culturale in atto.

Utopia: nessun luogo, luogo buono, bello, irraggiungibile.
Le utopie ci appaiono ancora più importanti nei momenti di crisi proprio perché “irraggiungibili”, perché aprono le porte al regno del “possibile”. Grazie alle utopie si immaginano nuovi mondi, ci si “mette in viaggio” to explore, dream, discover.  

La selezione di progetti rispecchia una delle caratteristiche che distinguono l'attività di «Boundaries» sin dal primo numero: riconoscere ed esaltare le diversità come fattore di arricchimento, necessario alla piena manifestazione della creatività, nel rispetto delle fondamentali libertà, e dei diritti, del genere umano. Sono questi gli esempi ai quali sempre cerchiamo di dare risalto.
In Boundaries l'utopia promuove il pensiero divergente, stimola lo slancio in avanti, non verso un futuro, ma verso tutti i futuri possibili.

Con interventi e progetti di: Alessio Battistella · Anna Heringer · Anne Feenstra · ARCò – Architettura e cooperazione · ARCò · BAG - Beyond Architecture Group · Diébédo Francis Kéré · Edward Burtynsky · Hylde Heynen · Luca Sampò · Manuel Alvarez Diestro · Monica Nouwens · Nathaniel Coleman · Nel Janssens · Nel Janssens · Hilde Heynen · NLÉ · Paolo Robazza · Raul Pantaleo · TAMassociati · Riccardo Vannucci · FARE Studio · Rintala Eggertsson Architects · Sami Rintala · Tanvi Maheshwari · TYIN tegnestue Architects · Yashar Hanstad.

Valutazione 
03/05/2014

Good !

Where to go after “free architecture”? One logical step is into the realm of Utopia; after all, isn’t open-source a Utopian ideal? Doesn’t open-source break down political and social boundaries to promote architecture as a means of bettering people’s lives? Not surprisingly, this issue is heavier on material outside of projects, unlike its predecessor. There is also research, photography, and manifestos. The latter (as well as a “year that was” paying tribute to Utopias of the 1960s) is a highlight of the issue, featuring responses by architects like Rintala Eggertsson and TYIN.
Utopia is hardly the most popular topic in architectural discourse today (an introductory essay by Nathaniel Coleman discusses how architects like Zaha Hadid divorce their ideas of Utopia from political and social concerns, something much in the news recently), but it’s not an idea that will go away, no matter how impossible the goal may be. As the gap between rich and poor increases, architects become more socially aware, and Utopia follows close behind.

Scrivi una recensione! !

Scrivi una recensione

Architecture and Utopia

Architecture and Utopia

In questa nuova era di disorientamento, e di disagi sociali, non è puro formalismo ripensare all'Utopia come ad una forma di ricerca, anticipazione e proiezione nel regno delle possibilità.
In Boundaries l'utopia promuove il pensiero divergente, stimola lo slancio in avanti, non verso un futuro, ma verso tutti i futuri possibili.

Accept

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue without changing your settings, we'll assume that you are happy to receive all cookies from this website.